Salute mentale

 

La malattia mentale, in particolare nei paesi occidentali, ha assunto rilevanza così significativa da essere definita quale vera e propria epidemia.  Per farvi fronte, 31 Paesi della regione europea dell’OMS, con la Dichiarazione di Parigi del 17 giugno 2025, si impegnano a far sì che la salute mentale divenga priorità in tutte le politiche pubbliche: istituzioni, professionisti, cittadini e società civile devono allearsi per far sì che la salute mentale diventi responsabilità comune, non solo più un problema sanitario.

La situazione in Piemonte. I dati ISTAT confermano il disagio psicologico nella nostra Regione: una situazione peggiore rispetto alle Regioni del Nord e della media Italiana. Il disagio psicologico è un fenomeno in aumento in molti Paesi OCSE, interessa tutte le fasce d’età, in particolare gli anziani e i giovani, e coinvolge soprattutto le donne. L’andamento temporale dell’indice di benessere psicologico rivela come nella nostra Regione, che è stata particolarmente colpita dal COVID-19, già dal 2020 si assisteva ad un peggioramento del benessere mentale. Il protrarsi della pandemia ha avuto un impatto negativo sulle condizioni psicologiche ed emotive della popolazione, che ha comportato un esaurimento delle risorse psico-fisiche - a causa della cosiddetta “pandemic fatigue” - e ha lasciato profonde cicatrici. L’andamento oscillatorio si è protratto fino al 2024, con leggere flessioni nell’ultimo anno - apprezzabili al Nord e al Centro - e lievi incrementi - in Piemonte e al Sud - che occorrerà monitorare attentamente per verificare se proseguirà o meno lo stato di instabilità del benessere psicologico.

 Indice di salute mentale per le persone di 14 anni e più - Piemonte, Nord, Centro, Sud e Italia. Anni 2016-2024. Punteggi medi standardizzati

 

Fonte: elaborazione IRES Piemonte su dati BES 2025.

 Nella nostra Regione il termometro del disagio psicologico indica un valore pari a 68,2 nel 2024, confermando l’andamento temporale lievemente peggiore rispetto alle Regioni del Nord (68,8) e alla media italiana (68,7). Il benessere mentale dei piemontesi fatica a raggiungere pienamente i livelli pre-pandemici (-0,3 punti rispetto al 2019). Analizzando il benessere mentale in un’ottica di genere, emerge come nel 2024 le donne piemontesi continuano a stare peggio degli uomini (65,8 versus 70,8), delle donne che vivono al Nord e delle italiane (66,5) con una forbice di genere a svantaggio del femminile superiore al Nord e all’Italia (rispettivamente -5, -4,7 e -4,4). Mentre nell’ultimo anno gli uomini piemontesi raggiungono i livelli della salute mentale del 2019, allineandosi alla media nazionale, il recupero del benessere mentale non è osservabile per le donne (-0,7 punti rispetto al 2019).

Il malessere in età evolutiva non accenna a regredire: è costante l’aumento dei sintomi ansioso depressivi, con manifestazioni autolesive (aumentate di circa il 20% a livello nazionale rispetto all’epoca pre COVID), isolamento sociale e comportamenti suicidari (Leigh E, at al 2023). In Piemonte, i dati degli ultimi vent’anni di attività dei servizi della rete regionale pubblica dei professionisti che si occupano, a livello ambulatoriale, della salute mentale di bambini e adolescenti, mostrano una percentuale crescente di persone tra gli 0 e i 18 anni seguita dai servizi: la percentuale di popolazione residente che si è rivolta ai servizi di NPI territoriali infatti varia dal 5,27% nel 2003 all’8,56% nel 2024 (+3,21%). Tale aumento pare riflettere un trend in miglioramento della capacità dei servizi di rispondere al fabbisogno della popolazione. E il bisogno attuale è particolarmente acuto nelle fasi pre e adolescenziali: lo dimostra il numero di bambini tra zero e 10 anni d’età  in carico ai servizi territoriali che si riduce nel tempo, in particolare tra il 2019 e il 2024. A partire dagli 11 anni, il numero dei bambini in carico rimane stabile, mentre aumenta quello delle coetanee, soprattutto nella fascia tra i 14 e i 17 anni. Sono le ragazze a soffrire di più: in particolare, per i disturbi del comportamento alimentare, nel 2024, rispetto al 2019, si registra un aumento del 112%.

Per approfondimenti, si veda Capitolo Salute, Relazione Annuale IRES Piemonte 2025

 

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