Stato di salute e stili di vita
Speranza di vita alla nascita e speranza di vita in buona salute alla nascita in Italia e in Piemonte
Il 2024 rileva la fine della crisi della mortalità legata alla pandemia con un recupero completo della speranza di vita alla nascita rispetto ai livelli pre-pandemici sia per il genere maschile che femminile (ISTAT, 2025). L’Italia con 83,4 anni di aspettativa di vita - il dato più elevato degli ultimi 20 anni - si conferma come uno dei Paesi europei più longevi, pur con importanti divari territoriali. Anche in Piemonte nel 2024 si è raggiunto il massimo storico della speranza di vita, 83,4 anni, valore inferiore agli 84 anni delle Regioni del Nord, a conferma della tendenza storica osservabile dal 2004. Da notare, per la nostra Regione l’accelerato recupero di 2 anni di vita attesa dopo il drammatico picco del 2020, rilevabile anche per le altre Regioni settentrionali, ma maggiore rispetto alla media nazionale (+1 anno e 3 mesi). Il differenziale di genere a vantaggio delle donne - era 4 anni nel 2024: 85,4 anni rispetto a 81,4 degli uomini - è andato progressivamente riducendosi negli anni, grazie al maggiore incremento degli anni di vita guadagnati dal genere maschile (+3,8 versus +1,9 per quello femminile dal 2004).
Nel periodo post-pandemico, sebbene la longevità sia pienamente recuperata, non si riscontra un pari aumento degli anni di vita attesi in buona salute per il progressivo deterioramento delle condizioni di benessere percepito dopo l’eccezionale picco degli anni 2020-2021, in cui lo shock pandemico è stato controbilanciato da un aumento della quota di persone che ha valutato con maggiore soddisfazione la propria condizione di salute in un contesto così drammatico. Superato l’effetto shock del 2020, negli ultimi anni sembrano riemergere fattori preesistenti o nuovi, legati al post-pandemia, nonché all’attuale congiuntura, che influenzano negativamente la qualità della vita percepita. In Piemonte, nel 2024, si assiste a una diminuzione di quasi 2 anni rispetto al 2020 con una stabilizzazione del valore ai livelli pre-pandemici: l’aspettativa di vita in buona salute è pari a 59 anni, valore superiore alla media italiana (58,1 anni), ma inferiore a quello del Nord (pari a 59,7). Prosegue lo svantaggio del genere femminile che, nonostante la maggiore longevità, vive un periodo più breve di vita in buona salute: 57,7 anni per le donne rispetto a 60,3 per gli uomini, un gap di oltre 2 anni e mezzo di aspettativa di vita in buona salute in meno.
Speranza di vita alla nascita - Piemonte, Nord, Centro, Sud e Italia. Anni 2009-2024
Fonte: elaborazione IRES Piemonte su dati BES 2025
Speranza di vita in buona salute - Piemonte, Nord, Centro, Sud e Italia. Anni 2009-2024
Fonte: elaborazione IRES Piemonte su dati BES 2025
Gli stili di vita della popolazione in Italia e in Piemonte
Secondo un recente studio, in Europa, dopo decenni di costanti miglioramenti, l’aspettativa di vita ha subito un rallentamento a partire dal 2011, ben prima della pandemia di COVID-19 (Steel et al., 2025). I progressi nella riduzione della mortalità per malattie cardiovascolari e neoplasie sono stati compromessi e frenati dai cambiamenti nell'esposizione a fattori di rischio. Cattiva alimentazione, sedentarietà, eccesso di peso, consumo a rischio di alcol e fumo, unitamente alle condizioni ambientali, socio-economiche e culturali, sono infatti associati al 60% del carico di malattia, in Europa e in Italia (Ministero della Salute, 2020); inoltre circa un terzo di tutti i decessi registrati in Italia nel 2019 era attribuibile a fattori di rischio comportamentale. Le condizioni socio-economiche – legate, tra gli altri, a livelli di istruzione, occupazione e reddito - incidono in maniera significativa nell'esposizione ai fattori di rischio, generando diseguaglianze nella popolazione. Le tendenze dell'aspettativa di vita dipendono fortemente dagli interventi di policy sanitaria implementati a lungo termine per la promozione di stili di vita sani e la garanzia di accesso a un'assistenza sanitaria efficace per la prevenzione e il trattamento.
Indicatori su stili di vita e comportamenti a rischio della popolazione adulta in Italia e in Piemonte. Anni 2019-2024. Proporzioni standardizzate.
Note: La polarità dell’indicatore è positiva se all’aumento del valore corrisponde un miglioramento del benessere, negativa in caso contrario. Rispetto alla polarità, il colore verde indica un miglioramento dell’indicatore, il rosso un peggioramento, il grigio una situazione di stabilità (se la variazione percentuale dell’indicatore è compresa tra ±1%)
Fonte: elaborazione IRES Piemonte su dati BES, ISTAT 2025
Sedentarietà. L’assenza di attività fisica è associata a un rischio più elevato di mortalità per tutte le cause. Gli ultimi dati ISTAT-BES disponibili per il 2023 rilevano un lieve miglioramento del comportamento a rischio legato all’inattività fisica per il Piemonte nel 2023 con la diminuzione della quota di popolazione che non pratica attività (pari a 29,1% nel 2023, 29,5% nel 2022 rispetto al 30% nel 2020), ma con un gap di +1,4 punti percentuali (p.p.) rispetto al 2019, in controtendenza rispetto alla media nazionale. Il Piemonte presenta livelli di sedentarietà migliori rispetto all’Italia (34,2%), ma peggiori rispetto al Nord (25,4%). La sedentarietà interessa maggiormente le donne – in Piemonte sono il 30,1%, + 2,1 p.p. rispetto agli uomini – ed è più elevata al crescere dell’età, con una disparità generazionale.
Eccesso di peso. Nel 2024 in Piemonte la quota di persone in eccesso di peso (pari a 40,9%) peggiora con l’indicatore in aumento rispetto al 2023 (39,9%) e stabile rispetto al 2019 (41,2%). Pur avendo una tendenza oscillatoria nel tempo, il Piemonte è caratterizzato da livelli di eccesso di peso costantemente inferiori rispetto alla media nazionale (45,1%) e a quella del Nord (43,5%). Il divario di genere vede lo svantaggio maschile (pari al 50,3%, +18,3 p.p. rispetto alle donne). Si osserva una forte associazione tra sedentarietà ed eccesso di peso: in Italia circa 1 persona su 4 non pratica attività sportiva e fisica ed è in sovrappeso o obesa. Inoltre l’attenzione ai comportamenti più salutari è più frequente tra coloro che hanno un grado di istruzione più elevato. Sebbene i tassi di obesità siano ridotti, i livelli elevati di sedentarietà aumentano il rischio di una maggiore diffusione dell’obesità negli anni a venire.
Adeguata alimentazione. Nonostante il Piemonte sia una delle Regioni con la proporzione maggiore di persone che consuma giornalmente quantità adeguate di frutta e verdura (pari al 20%, +3,8 punti percentuali rispetto al valore medio italiano e +1,9 a quello del Nord), nel 2024 il dato è in peggioramento - ed è il più basso registrato negli ultimi vent’anni - rispetto all’anno precedente (-21,3%) e al 2019 (-13,8%). Lo svantaggio maschile (17,8%) è importante (-4,2 p.p. rispetto alle donne) ma si sta riducendo negli anni.
Proporzioni standardizzate di persone che non praticano alcuna attività fisica, in eccesso di peso, consumo a rischio di alcol e abitudine al fumo - Piemonte, Nord, Italia. Anni 2013-2024. Valori percentuali.
Fonte: elaborazione IRES Piemonte su dati BES 2025
Consumo a rischio di alcol. In occasione dell’Alcohol Prevention Day 2025, l’Osservatorio Nazionale Alcol dell’Istituto Superiore di Sanità (Ona-Iss) ha evidenziato un andamento stabile e preoccupante di tutti gli indicatori a livello nazionale con un allarmante diffusione nelle fasce più vulnerabili della popolazione: minori, adolescenti, donne e anziani. I comportamenti a rischio legati all’uso di alcol in Piemonte sono in drammatico aumento nel 2023 (pari al 20%) sia rispetto al 2022 che al 2019 (18,1%): il valore è il più alto dal 2012. Il Piemonte ha livelli di eccesso di consumo di bevande alcoliche superiori rispetto alla media delle Regioni del Nord (18,3%) e nazionale (15,6%). Il divario di genere in Piemonte vede gli uomini con una proporzione di abitudini a rischio più che doppia rispetto alle donne (28,8%, + 17,3 p.p. di differenza). I dati sul consumo tra i giovani (circa 1.260.000 in Italia tra gli 11 e 24 anni, di cui 48,8% minorenni) e le donne (circa 2,5 milioni, con il 13,3% di 11-17enni, in aumento i binge drinker) indicano l’importanza di investire in prevenzione. È necessario identificare precocemente i target a maggior rischio, con interventi differenziati, favorendo il counselling e l’intervento motivazionale. Riguardo ai giovani, soprattutto minori, si devono prevedere maggiori tutele nei luoghi di aggregazione e programmi di educazione alla salute nelle scuole.
Fumo. Sono numerose le iniziative per diffondere la conoscenza sui rischi per la salute legati all’abitudine al fumo e per sostenere politiche efficaci per ridurne il consumo; quest’anno, in occasione della World No Tobacco Day, l’OMS ha proposto la compagna “Unmasking the appeal: Exposing industry tactics on tobacco and nicotine products” per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle strategie di marketing dell’industria del tabacco e della nicotina. Il fumo continua infatti ad essere un’abitudine dannosa per la salute diffusa nella popolazione: nel 2024 si è assistito a un incremento del 9% nella proporzione di fumatori in Piemonte (pari al 20,6% della popolazione), in controtendenza con i miglioramenti osservati eccezionalmente lo scorso anno, Il valore rilevato in Piemonte è lievemente superiore a quello delle Regioni del Nord (20,2%) e in linea con la media nazionale (20,5%) e si sta allineando ai livelli regionali del 2019 dopo il picco in eccesso del 2020 e la drastica riduzione del 2023. L’abitudine al fumo è più diffusa tra gli uomini piemontesi (23,5%) che tra le donne, ma nel tempo il gap di genere si è molto ridotto: da 9,6 p.p. nel 2013 a 5,7 p.p. per il calo tra gli uomini e la sostanziale stabilità tra le donne, anche se nel 2024 preoccupa l'aumento per il genere femminile del 20,3% rispetto al 2023.
La quota prevalente di fumatori italiani è tra i 25-34enni, diminuisce leggermente nelle fasce d’età successive, anche se abbastanza stabili fino a 60-64 anni, per poi diminuire in maniera più marcata tra gli over 64enni. Negli ultimi anni si stanno sempre più diffondendo nuove forme di fumo: sigarette elettroniche e prodotti a tabacco riscaldato.
Per approfondimenti, si veda Capitolo Salute, Relazione Annuale IRES Piemonte 2025
Dati e statistiche di genere sono disponibili nei 10 numeri per far luce sulla salute di genere in Piemonte, a cura di G. Perino, S. Bellelli e G. Viberti, che fanno il punto sulla Salute della popolazione piemontese in un’ottica di genere ed evidenziano situazioni differenti a seconda delle diverse prospettive di analisi: aspettativa di vita e di buona salute, stili di vita e comportamenti legati alla prevenzione e alla promozione della salute, opportunità di accesso ai servizi sanitari e possibilità di carriera all’interno di questi e infine cosa prevede il PNRR in questo ambito.
